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suoi ponti, li moltitudine delle barche , e de'battelli, che scorron pel suo canale , il dilette-vole frastuono, che da per tutto rimbomba,non men nel seno delle sue acque, che lungoi guadi delle sue arene, vi presentano unospettacolo pien di vivezza, ed ànnunzianoalforestiere l’opulenza della Città : spezialmen-te , se la marea vi trasporti colla gonfiezza del-ie sue onde una flotta di grosse navi, le quali, oha che arrivino fastosamente l’una dopo l’al-tra, avvisando con una salva di cannonatelalor venuta, o sia che schierate di qua e di làlungo le sponde del porto, fermino colla fol-tezza de’loro alberi una boscaglia, e faccianosventolare per 1' aria le lor banderuole, e sten-dardi , rallegrano in egual modo la vista.
Non ci curiamo per ora d’andar cercando do-ve s’ annidino queU’inesausle miniere, che fo-mentano incessantemente il corso delle sue ac-que . Le anderemo poi investigando con mag-gior comodo. Fermiamoci intanto a contem-plare la gonfiezza, e la profondità di questacorrente , sì scarsa nella sua origine, e sì copio-sa ne’suoi progredì; siccome ancora il trapas-sar , eh’ ella fa, per le intere Provincie, lo scor-rere incessantemente per un tratto di più cen-tinaia di leghe,e il dilatare strabocchevolmen-te il suo letto , sino ad arrivare alcuna volta aformar un oceano, prima di metter foce nelmare. Così appunto fa il Reno, il quale scatu-rendo dalle regioni degli Svizzeri,e valicandopel territorio della Francia , dell 1 Allemagna,e dell’ Ollanda, parte quivi lo spazioso suo let-to in più rami, e va a sboccare, dopo un corsodi dugento buone leghe, da varie bande nel
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