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Tomo quinto.
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56 I Fiumi.

utilità , che la medesima dee portarci, eslen--do appunto correlativa ad infinite altrq fab-briche , in cui la Provvidenza s’è compiaciutadi,porre un somigliante artificio , quando havoluto singolarmente beneficarci.

Osservo iti primo luogo, che tutte le nazio-ni del mondo ti reputan fortunate, qualora pellor territorio trapassa un fiume : e che all’in-contro molto infelici si chiamano quelle , cuila natura non ha accordato sin tal comodo. IIl fine primario, ch’ebbe il Creatore nellaformazione de’fiumi* fu senza dubbio per ap-prestare , non meno a gli uomini, che a gli ani-mali , utto degli elementi piti necessari per vi- lvere, valendo questi a cavarci la sete, a cuci- |nar le vivande * ed S purgare i nostri corpi, e jle nostre abitazioni da ogni sozzura iCav. Non so peròintendere * come Tacquede' fiumi, che ti strascinan con esso loro tuttele sporcizie, che incontran per vìa, e spazza-no tutte le immondezze delle nostre cloache , ipossan portar ne'paesi, che risiedon più abbati |lò, quel liquor puro ? che si conviene, tanto Iperbere, quanto peri altre fonzioni, che voitacque pur ora diceste.

de’fiumi P'fìor. pappiate, che la Corrente de’ fiumi vasonnet- a poco a poco deponendo,e respignendolungore. le rive tutte le sozzure, cui fi strascina con es-so seco, o che Jernedetìme non si vanno altra-mente accumulando, nè vengono ( come suoldirsi) a far sacco : poiché la forza dei Sole le at- jtrae a se, e le consuma, e ’l ven to le dissipa, e |le dilegua per Paria . Ma se mai cetcss’acquasitrovaste intorbidata, o tramischiata con mate-rie fecciose, sicché, in bevendola, fi potesse

te*

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