èì I Fiumi
esserlo, che far dovrebbon le barche.- equt*4canali vedenti tuttora frequentati tanto diverno, quanto di liate i
I! comodo di così farri canali godesi pure*nelle nostre contrade di Francia ; Evvi il canaiìi canai ^ Briare* e quel d'Oricâus j che sommini-di Brii- ni strano a tutto Parigi le vettovaglie, e lete i « erti dilpei se qua e là per parecchie altre Pro-vincie . Forniscono parimente le nostre partimeridionali di drapperie î di cianibellotti, edi saje, parte fabbricate ad Abbavilia j parteadAmieni, parte â Rems, e parte a Lillà^Così pure tengono abbondevolmente provvi-ste le parti Settentrionali d’olj di Provenza^di moscadi, di frutte secche * di carta, diforbici j di coltelli j e di altri generi di mer-canzie j derivanti dalle regioni di mezzo-giorno .
Il canale II progetto poco fa intavolato * edogginìaidi Tic- ridotto a buon termine, d unirla Somma abcardia- hi riviera d'Oeia, apre a' Parigini tutti i gra-nai della Piccardia $ ed appresta àgli abitantinè! Nord una brevissima scorciatoia, per tra-sportare a Parigi il carbone, la sans, le le-'gne, il butirro, il corame, e le spezierie.
Il più mirabile di tutti questi canali, ch’îov’ho nominati, èiì Regio canale di Lingua-doca.
(a)V.la ( a ) ta Francia sospirava già da gràn tempolettera di vedere la comunicazione del mar Mediter-direttaa raneo coll’acque del mare Oceano, per meZ-M.Barii- zo di alcuni tagljamenri, o canali, che, ii-loì^nT ^Endo fra loroi fiumi navigabili, abbreviar-tòrti sefo il trasporto delle mercanzie, (A) le qualiQ>} Vi- altramente dovevan sarei per lo seno dei medi-
ter-