Dialogo Secondo.
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con essa la sorgente de’due canali ne’più ec-cessivi alidori.
Dovunque il terreno è scosceso, quivi l'ac- Le con.<jua vien sostentata da certe chiuse, o sostegni servei quali consistono in un recinto di qualche veri- a *«quattrootrenta piedi quadrati, fasciato diqua e di là di grosse muraglie, e abbarrato, s. n i dell*tancodfnanzi, quanto di dietro, da poderolì acque,portoni, i quali han due finestre per uno, dapoterli aprire, e serrare secando il bisogno. L’acqua, che scende da’soslegni superiori nellechiuse più basse, forma una gran cascata , ilcui aspetto rallegra l’occhio ciel passeggiere.Figuratevi, che un naviglio partitoli da Nar-bona , s’incammini alla volta di Tolosa. Que-sto naviglio, dopo aver varcato tutto il canaleche risiede in pianura, giugne finalmente alleporte del primo sostegno. S’aprono allora le fi-nestrelle del portone inferiore, e l’acqua, chefi trovava racchiusa dentro il recinto , eh’iovi diceva, scappa fuori per 1’aperture, efi ritrova in brev’ora a! livello del canale,dove la barca staffi aspettando al di fuori .
Si spalanca in quell’istante tutto il porto-ne: il naviglio passa dentro: e tosto se gliserra dietro la porta. L’acqua, che sgorga dal-le finestre del secondo portone riempie a pocoa poco il vaso intermedio, e fa sollevarevilibilmente la barca, sicché alla per fineriduce la sua carena a livello del canai superio-re . Il naviglio passa avanti e trova un secondosostegno. Quivi si ferma, come s’è dettopoc’anzi, e nella stessa maniera lo varca.
Cosi trapassando di sostegno in sostegno caval-ca il dorso del colle, dove si trova lo sparti-remo F. E men-