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DiAtóGÒ Secondo, 6 §
soglion rendere infetto del lor contagio. E chéaltro rende abitabili le pianure di S.Gottardo*molestate continuamente da quelle gran lagu-ne , che abbracciano sedici , o diciotto leghedi paeseperlungo, e quattro, o cinque per lar-go , se non que’tre fintili j che scaturisconodalla della montagna, e mettono in moto que-gli acquitrini? Cosi pure il Tesino, coll’in-lìnuarfi nel lago Maggiore ; cosi il Reno, coltenere in continua agitazione tutto il lago diCostânza;così il Rodano col bersagliare perpe-tuamente il lago di Ginevra ^ purifican s ariadelie spiàgge contigue, e mantengono que’ter-razzani in possesso dell’ altre loro comodità.
Ma la vicinanza de’ fiumi, oltre al purgareda ogni vapor contagioso le nostre abitazioni jrende fertile la campagna * e fa fruttare sfog-giatamente i nostri poderi. Oh che notàbil di-vario fi ravvisa tra un paese^che sta bagnato daun qualche rio j ed Un altro, citila natura ab-bia negato tal benefizioQuesti fi trova arido,e desolato» Isti orno ricusa di soggiornarvi,e ta-lor anche di coltivarlo. Il passeggiero $ che ilvede spogliato d’ogni amenità j ed’ogni ver-dura; e che in vece di sentirsi ricreare lungola via dal dolce canto degli uccelletti, ode perOgn’ intorno il rincrescevo! frastuono dellecicale, s’infastidisce, es’annoia,e porgli o-gtiora mille di trovarli suora di sì mal incoltosideserti. Volge finalmente da Una pendice i suoisguardi sur una Valle , e fi sente in un attimoSlargar il cuore, parendogli di Vedere in quelmomento un mondo nuovo . L’aspetto deglialberi, il lussureggiar delle messi, la vastitàdelle praterie, la bellezza delle ville, la mol-E z ticu-
I sniffilifecon-dano lecampa-gne