7© I F r u m i.
titudine de’ villaggi, son tutti oggetti, che gliravvivan gli spiriti, e lo ricolman di giubilo.Crede di paflar da’ deserti dell’ Arabia in unaterra promessa. Ma donde mai può esser natoun cangiamento si prodigioso ? Un fiume, cheva serpendo per quella valle, è cagione di tuttaquesta mutanza di scena. Egli si porta, dovun-que va, il refrigerio, la fertili tà,l’abbondanza-C*v. Non ho alcuna difficoltà a creder, cheun fiume, ristorando colle sue acque l’erbe de’prati, ed i pedali delle alberete, faccia lussu-reggiarequa e là verzura. Machebenefiziopuò fare a quelle piante, che son discoste unmiglio o due dal suo letto? E pure osservo,che alcune valli, quantunque si trovin lonta-ne da una riviera tre o quattro leghe, pajonoaltrettanti paradisi terrestri.
Frìor. Riflettete , caro Signore, a ciò, che- altra volta si è detto, in ragionando della cir-colazione de’ succhi ; Rammentatevi , chele piante bevon gli umori nutritivi,non tantoper i canali delle barbe ,quanto per gli spiraglidelle lor soglie. Or, quando la terra si trovatalmente inaridita, che non ha quasi puntod’amore da comunicare alle barbe, il più del-le volte la sola rugiada, ed il solo fresco dellanotte, che s’insinua per i pori delle foglie, eva circolando per tutta quanta la pianta, laimpingua di modo tale, che la fa crescer no-tabile 86 " t^dinente di peso (a) . Ciò supposto, dove*ctatîcks te s a P ere .i che la sorgente di quegli umori,by Steph onde l’aria è impregnata, e cheseigono, esiBaie sei- dispergono, mediante il calore del giorno, perlow of l’atmosfera, e poi discendono ,e si condensa-tile R.S. no verso la sera, per refrigerare le piante asse-tate