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Tomo quinto.
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successivamente ( come addiviene degli altrigravi) de’nuovi gradi di velocità, proporzio-nati ali’altezza , da cui discende- Non ci ca-riamo disaminare in quest’ oggi qual sia la pro-porzione precisa di così fatto acceleramento.Ci basti per ora sapere, che la forza della velo-cità equivale alla forza del peso ; e che se la ve-locità cresce il doppi», o il triplo, Fazionedel corpo diventa doppia e tripla, di quel eh’eli’era da prima; lo che appar chiaramente, seosserveremo, come una gran mole di ghiac-cio, che tocca leggiermente un ponte, quan-do la vi si conduce con lentezza; lo rovescia,Mulino quando la vi fi porta con velocità. Quindi ad-Mulino a *diviene , che la corrente d’ un fiume piaci-piantato do, e lento è spesse volte valevole afargira-nell’ac- re un mulino da acqua (cioè piantato sur unaqua. zatta che sia fermata nell’ acqua ) qualora eglipresenti degli spaziosi ritrecini alla predettacorrente, poiché la quantità della mole, chegravita sopra di essi, ha forza di respignerli Tun dopo l’altro, ad onta della lentezza, concui v’urta dentro.

Il Muli- Similmente un braccio di fiume, che si tro-no a ea- vi imprigionato entro un arco , o rinchiusoicata . dentro un condotto, acquista una velocità co-si rapida, che vale a far girare i ritrecini d’unagran ruota, che sia tuffata nell’acqua, ancor-ché i detti ritrecini sian molto angusti, e inconseguenza vengan premuti da una moled’

Il Muli- acqua affai scarsa.

no a ri- Cosi finalmente un ruscello , il qua! noncolta, porti pisi d’un piè d’acqua, precipitando dauna pescaia, e cozzando successivamente inciascun ritrecine, ocupo razzo d‘una piccia-

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