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Fiumi.
alto, e pervenire a livello delle montagne,Diversi per poi strosciare giù abbasso, in figura d’unascherzi p rec jpitosa cascata, o d’una spaziosa tova-e’aequa. , od’ una minuta rugiada, od’ un covonedi paglia, od’una schiuma di mare, o d’unascena teatrale, L*acquas’adatta a prendere,qual nuovo Proteo, tutte le forme, che noilediamo, e sì seconda con una docilità impa-reggiabile tutte le mire dell'ingegnerò, chese ne sa prevalere, approdandogli tutto il co-modo di ricavarne o un attuale servigio, o,se non alerò, di formarne un grazioso spetta*
, colo.
Ma, siccome per dare ali’ acqua quella figu-ra, che pi Une piace , e per riceverla nella suacalcata, v è dì bisogno d’un vaso di qualchesorta, così suole impiegarsi a questo oggettoo la pietra, o la latta, o’I marmo, od ilbronzo. L’acqua però, e la verdura forma-no insieme un sì leggiadro , e un si gentile ac-compagnamento, che sembrano nate fatte 1’una peri’altra . Tuttociò, che vi s’aggiun-ge di più spezioso, è piuttosto un vizio, cheun vezzo. Quindi è, che 1 ! intrudere tra 1’acqua e la verdura delle colonne, degl’ inta-gli indorati, o altri ornamenti di bronzo, odi marmo, è sempre una caricatura ridicola,la quale, in vece d’aggiunger garbo alle fon-tane, toglie loro tutta quella grazia natu-rale e campestre , che 1’ occhio nostro vibrama.
Dopo aver ponderate le inestimabili como-dità , che ci vengono ad ora ad ora prestatedalle correnti de’ fiumi, resta ora a vedere ciò,che in esse contienfi di più prezioso, o, per
dir
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