Dialogo Terzo.
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'ò di Cesa, ascenderà qualche giorno a linadoppia. Altri dì poi arriverà a malo stento à uomosodue lire: ed altri finalmente sarà perduta so-lo la ripera , e il tempo. Gli abitatori di quei con- cerca-tomi impiegano in questa ricerca tutti que’Momenti, che loro avanzano, dopo aver fat-te le raccolte più premurose * e colgono iltempo del decrescimento dell’acque, dopol'escrescènze, ò trabocchi de’sopraccennatinumi S’attaccano sopra tutto alia sabbia fiè-
no a un
dell’are-he eforo.
ra, il cui colore differisce notabilmente dal-
li con-tra sle-gno dell’arenedorate .
la ghiaia ordinaria » La nerezza della sabbia èun indizio infallibile dèi passàggio, che ? ac-qua ha fatto per le miniere sotterranee, pri-ma di scaricarli nel fiume, è dell’oro* che vi$’è incorporato. La sabbia di cosi fatta natu-ra trovasi per ordinario in stille prode dei fiu-mi sopraccennati, essendovi ad orà ad ora sca-gliata dall’ impeto della corrente . Talorâ pe-rò resta attaccata di per di dietro alle rupi, eda’ ciottoloso * che s’attraversano al corso dell'acqua-. Or* per raccorla più facilménte, sidistendono su per la spiàggia, e su pel lettodel fiume de 1 pannilani, e delle pelli di mon-tone* dovè la detta sabbia resta imbarazzatafra T pelo, e fra la lana.
Cav. Che si ? che tìn qualche mucchiodi queste arene preziose rimase in sulle pel-li distese su per le spiagge del Fasi * ha da-to luogo alla favola del Ve!lo d’ oro diColeo ?
E’moltoprobabile. Ma(proseguendo l’in- oro.Cominciato discorso ) vengo a dirvi, che perseparare il fango, e la sabbia inutile da quel-la, eh’è tramischiata di scaglie d'oro, fi la-F 2 va,y
La favo-la de!Vesto d*