Band 
Tomo quinto.
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88
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La trat-ta, rete,che daiLatinivien detta Sage-na .

88 I Fiumi,

Prìcr. Il farò volentieri .Principiamo da que*sta banda. Costui, che getta adesso la rete, èun padre di famiglia, che in compagnia de'suoi figliuoli vuol tender fott' acquai'agguatoal pesce con un grande e lungo tramaglio, chedicesi da' Latini Sagena , e da’ pescatori Vene-ziani la tratta. Voi già vedete , ch’essi hannoattaccato il primo capo del predetto tramaglioad un palo, confitto in terra sulla spiaggia delfiume, ed ora volteggiando colla lor barca al-la larga, per abbracciare più spazio, che siapossibile, spiegano a pocoapocol’affaldella*ta Sagena , e di mzno in mano la gettano io ac-qua, per tornar poi a guadagnare la spiaggia,onde si erano partiti. Il vivagno superiore diquesto lungo tramaglio rimane appeso su in al-to in sulla superficie dell’acqua per mezzo diquei paternostri di sughero, che lo sostengonoagalla, e l’inferiore, gravitando per quel fi-lare di piombi, che vi sono di tratto in trattoappiccati, rimanti a fondo, formando in que-sta guisa un recinto, o, per dir meglio, unacarcere orbiculare, donde il pesce non ha mo-do di fuggire, se non se forse verso la spiaggiadel fiume, ove la chiufanon è ancora compiu-tamente fornita. Ma gli accorti figliuoli de!pescatore., piantandosi in fila in fila sulla me-desima spiaggia, pestano l’acqua, e danno de’calci al pesce, s’e’vis’accosta, enelmedeiì-mo tempo tirano a sè tutti d’accordo l’altrocapo della rete, il quale unendosi appoco ap-poco al primiero, ferra affatto la carcere. IIpesce spaventato da tutti questi moti fi gettadalla parte opposta, e resta incalappiato datutte le bande dentro la rete. Quindi, a for-za

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