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Tomo quinto.
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IO 6 Le Fonti.

del Reno, eh’è un fiume si vasto, e sì gonfio?Qual potenza presiede al mantenimento delDanubio , del Gange > o del Po ? In qual par-te son riposte quelle inesauste , immense, edinvisibili vene , da cui scaturiscono tuttoranuove acque , e che ricolmano , per via disegreti canali, gli ampi letti de’fiumi con unaeconomia così giusta, che basta supplire a tut-ti i nostri bisogni, e a fecondare la tetra, sen-za allagarla ?

Io per me credo, che l’altifilìmo Iddio, coll’esporre dinanzi a’nostri occhi le correnti de'fiumi, e col velarci nel tempo stesso la loroorigine, fi compiaccia di presentarci un'ima-gine del suo carattere, sempre fecondo, e sem-pre benefico , ma inaccessibile ali' occhio uma-no. In fatti la liberalità del nostro Creatoreè, al pardi quella de’fiumi, perenne, gran-diosa, e inesausta. Non v’è, nè ostentazio-ne, nè riserva. Si sa sentire non meno agì'in-degni, che a’ degni. Si dimentica de' suoi be-nefizi , e dona senza rimproverarli . Le suegrazie son visibili, e generali: ma scaturisco-no da una sorgente invisibile, e derivano daun mano, che ama di starli nascosa.

Cav. Ma, se Iddio ci ha occultata l’originedelle fonti, come sarà lecito a noi l'indagarla ?

Trior. Ciò 8 che Iddio ci ha velato, èalcu-navolta permesso l’investigarlo. Questo velonon è sempre impenetrabile , ed ì barlumi ,eh’ egli ci dà, destano in noi il desiderio di rin-venire con più chiarezza ciò, che sotto le loroombre s’asconde. Oltre di che, s’egli è vero(come infatti èverislìmo) che quelle opera-zioni di Dio, chevagiiono ad eccitare ne’no-stri