114 Le Fonti.
Ciò non ostante non mancherò di rifiancarkcon due altre prove di fatto, le quali termine-ranno di farvi scoprire la saltità di questi prete-iì lambicchi, di cui facea tanto caso il Carte-llo. L’una di queste prove è tirata da un’oster-vazione già fatta suor della terra; l’altra daun’altra osservazione fatta sotto la terra.
Dopo una lunga liceità, sta di State, sia diVerno,fi è trovato, che la maggior parte del-le fontane ti seccano : che molti e molti fiumirimangonsi quasi asciutti : e che i più grossi amalo stento han tant’acqua, che vaglia a co-prire il fondo del loro letto. Or dico io: sei’acqua del mare ti va insinuando per vie sotter-ranee nelle caverne de'monti, e quivi ti lam-bicca, e tramanda su perle volte i vapori, cheson l’origine delle fontane , e delle correnti de’fiumi, che val, ch’e’piova, o ch’e’non piova?ciò certamente non giova, nè osta alla produ-zione delle predette fontane. L'acqua si trovagià nel limbicco : la campana, o coperchio delJimbicco v’è sempre : il fornello non s’estinguegiammai; o perché dunque non segue la con-sueta distillazione? e sesta segue, perché ces-sano le fontane. p Sussistendo la causa, devesussistere necessariamente sestetto: nè la sic-cità esteriore può mai pervertire 1' ordinedelle cose. E pur la sperienza ne fa vedereil contrario.
Venghiamo ora ad esaminare ciò, che suc-cede sotterra. Per quante visite si sian fatte diqueste grotte, o caverne sotterranee, si pic-ciole, come grandi, non s’è trovato giam-mai verun argomento, il quale arrivi a giustifi-care queste supposte evaporazioni, devanrìii
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