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Tomo quinto.
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I

,i6 Le Fonti.

soverchio asciutte, ciascuna di queste vene flsecca. Questa riprova si è veduta mille voltenelle cave dell’osservatorio, dove sempre fi ètrovato, che, quando le annate van moltoasciutte , F acqua desiste onninamente di

scorrere.

Cav. Se cosi è, l’acqua di questa fontana,sul di cui margine noi siamo affisi, non è passa,ta per alcun lambicco. Potrebbe però darsi ilcaso, ch’ella vi venisse a dirittura dal mare, eche, attraversando il terreno, deponesse quae là la sua salsedine, purgandosi, ed acquistan,do (a forza di fregarsi per le rupi, e per la sab-bia , che incontra per via) quella dolcezza, chevi si sente, come addiviene dell'acqua dellefontane sabbionose , o petrose. Questa senten-za , che il P. Rapin ha illustrata con tanta feli-cità, ed alla quale par, ch'egli aderisca, hamolto del verisimile.

Si con- Prior. L’aria, con cui la porta, è vera men.futa 1' te speciosa. Ma vediamo, se alla vaghezzaopinione deli’espreffioni risponda la verità de’sentimen»di colo- , i n primo luogo non so immaginarmi dovero j. 1 vadano a consumarsi que’sali, che l’acquadipreseti- lante fonti, e di tanti fiumi ha dovuti deporredono, sotterra. Sono già 6oqo, anni, che'l mare (se-chel’ac- con do questo sistema) manda dell’acque sai»qua sai- se verso le sorgenti de’fiumi, e che i fiumi glie-sa del, le riportano senza sale .Sicché a lungo andare,n l a , re . S . avrebbe dovuto avvenire, o che il mare fi tro-fca°e(i vaste dei tutto spogliato d'aequa salsa, ochepurghi la terra soverchio pregna di sali, disseminativinelcam- dallacontinovadeposizione dell’acque marine,minar turasse tutti i condotti, per cui si portano allasottoter- vo j ta delle sorgenti; come appunto fa l’acqua

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