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Dialogo Quarto. 121
questa separazione de’ sali dall’ acqua marina,non si fa altramente sotterra , ma bensì fralearene, che fon nel fondo del mare. Nè unasì fatta opinione può dirsi fondata in aria, os-servandosi, che in varj luoghi poco distantidal mare si trovano molte e isiolte fontane d’acqua dolce : da! che si può argomentare, chela predetta separazione si faccia in brevissimotempo, e che i sali rimangan sempre nel fon-do del mare.
Cav. Ditemi in coi tela, coteste sorgentidi acqua dolce, che voi asserite trovarsi vici-no al mare, si seccan elleno mai?
Trior. Certo, che la pisi parte, quando stalungo tempo senza piovere, si seccano.
Cav. Se cosi è, dirò sempre, eh’elle deri-vin dall’ acque piovane internatesi sottoterra,e non dal mare, poiché questo, o piova onon piova, si trova sempre in istato di fo-mentarle.
Prior, Il vostro riflesso non è mal fondato :e tanto pia ma fa specie , quanto che puòsfiancarsi con un’ altra osservazione . Imper-ciocché, dico io: se Tacque dolci, che tro-vanti ad ora ad ora nelle più anguste Isolette,e nelle vicinanze del mare, derivassero dallostesso mare, e fi feltrassero tra le sue arene,non vi sarebbe cosa più facile, che dissalare Tacqua marina. e levarle la sua amarezza r ilche servirebbe d’un vantaggio indicibile allanavigazione. Ma per quanti tentativi fi sienofatti sin ora, per quanti cribri, e per quantearene si sian provate, affine di dissalarla, amala penasi è potuto arrivare a scemarle inpiccola parte la sua salsedine ; conservando