Dialogo Qurrto. 125
zione delle medesime, ma bensì dalla pressio-ne dell’ aria, che la discaccia dal proprio posto,e la fa sormontare su per le materie porose, do-ve l’aria grossa non opera con libertà. Ma que-sta elevazione dell’acqua è limitata. In provadi che si è trovato, che a tuffar l’orificio d’uncannello, ri pien di sabbia, o di terra nell’ac-qua, per vedere sin a che segno ella s’alzasse,s’è trovato, eh’ella monta alcuna volta a di-ciotto piedi, alcun’altra fina trentadue, or-dinariamente però sempre meno; (a) né mai, (a) Ve*per quant’io sappia, ha pastàio i predetti ter- getablemini. Or voi vedete quanto divario vi sia da àkiâsun’altezza di trentadue piedi (doveal più alpiù la pressione dell’ aria può sollevarla ) al f e u owmezzo di una sublime montagna, che sovrasta 0 f thèal livello del piano da mille pertiche, dove bi- R. S.sognerebbe nel caso nostro, eh’ ella montasse.
Oltre 'di ciò l'acqua del mare si serra da se me-desima que’meati della sabbia, e del terreno,donde dovrebbe passare , per quella mucilaggi-ne, che ricopre tutto il suo letto, e per queltartaro o gromma, che tura, in vece di dila-tare, i medesimi pori della sabbia. E che sia laverità ; provate a gettare nel fondo del mareun pezzo di legno, o una corda, o una stovi-glia, o checchesia, ed a lasciarvi stare le dettematerie per qualche mese, troverete, chelemedesime vengon suora tutte coperte d’ unapellicola glutinosa, che s’assomiglia alla pania,la quale a poco a poco si condensa, e sembragiusto destinata a far sì, che l’acqua non penetrida per tutto. I pesci pure son ricoperti di questamucilaggine ,che rendei! impenetrabili ali’ac-qua, e che preserva dalla putrefazione il lorocorpo. Il