128 Le Fonti.
occhio alia pena per non rovinare gli spalti deli’aperture, rifìancandoli ad ora adora di fortispranghe, e dì poderosi puntelli. Una parti-colarità degnissima d’ osservazione si è, chepel mezzo di queste miniere scorre un ruscellod’acqua dolce, che ferve di refrigerio sì a’la-voranti , il cui numero ascenderà al millena-rio , come a parecchi cavalli, che servono atrasportar il saie a pie dell’ aperture. I cavallison condannati a vivere in una perpetua tene-brosità. L’aria di queste grotte è sì greve, chein breve tempo li fa accecare. Mai lavorantidi tratto in tratto escon fuori, per respirareun’aria più libera, e per adempiere i doveridella Cattolica Religione.
Prior. V’ha egli detto quel valentuomo,che le miniere fgrotiate, tornassero successi-vamente a riempiersi di nuovo sale ?
Cav. Non già. Ma mi diviso, che sia così:altramente a forzasti tanto scavare non vi ri-marrebbe più niente.
Prior. Se queste miniere durano lungo tem-po a somministrare del sale, segno è, chelacava è abbondante. Del resto , ctediatemi Ca-valiere mio caro, che il mare non tramandacolà nè pure una stilla delle sue acque, nèunmìnimo granellino di sale. Coteste saline, sic-come ancora molte altre, o furon create daDio sin dal principio del mondo, ovi restaro-no nella confusione della terra e del mare, ca-gionata stali'uni versale diluvio. Ma , che ilmare fomenti queste miniere colle sue acque,è tanto falso, che anzi voi vedete, eh’e’ vipassa pel mezzo un ruscello d’acqua dolce, ilqual proviene sicuramente dalle piogge del