Band 
Tomo quinto.
Seite
129
JPEG-Download
 

Dialogo Quarto. 129

âà Cielo, mentre ogni volta, che la stagione vafti lungo tempo asciutta, quel ruscelletto, o liusi secca, od allena; e che dopo'averle attraver-fate per tutto, sidisperde, e 5' interna dentro«s ^ viscere della terra, andando a scaricarstdisii" per di sotto nell arene dei mareil che mi con-itî forco di dimostrarvi con chiare prove nella ses-1*8 stone futura. Ma tanto è vero, che quelle gro-1 » te una volte scavate, ed appuntellate non siOS riempiono più, quanto che si può andare, e«*.! venire liberamente da una grotta alialtra, echèli restaurano, per ogni buon rispetto, ditempo in tempo i puntelli delle più antiche :sii;. la. qual cosa ha dato motivo a'viaggiatori ( sem-pre avidi di porre in campo qualche maravi-îl'îî gliela novità) di dire, che in Ungheria tro-bìe vali una Città, fabbricata più di 200. pertichesottoterra, la quale è composta di molte stra-niti de, ed i cui Cittadini non veggono giammai la:b: luce del Sole.

Cav. Signore, voi mi cogliete di mano unH! arme, sulla quale io faceva il mio maggioritili fondamento. Me ne riman però un altra, da«ai cui non so come farete a schermirvi. Questatu® fi è lacqua salsa, che sattigue dapozzi di Sa-ne, gi Jins, e poi si fa bollire nelle caldaie , per ob-lili bligarla ad svaporare, e per raccorne il sale ,igii:. che resta in fondo. Certa cosa è, che lacquadi questi pozzi, essendo sempre feconda di fa-ma,: li, e non seccandosi mai, non puòj provenire[, òi daltronde, se non dal mare.*

(jjejtS Prior. Quand anche sotto la terra si trovassesii un condotto, il quale imboccasse per una par-jjjl;. te nel mare, e per l'altra in cotesti pozzi,co n-,jj®ì tuttociò non si potre bbe dedurre da questa\ Tomo V. I pre-