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Tomo quinto.
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140 Evaporazione del Mare.

mappamondo ) che la superficie del mare èap*presso a poco altrettanto grande, quanto lo èla superficie della terra abitata. Dopo diche,rimane ad esaminare, se dalla superficie delmare svapori tant’acqua, eh’equi vaglia allaquantità di diciotto, o vent’oncedi pioggia,che si sollevano (òpra la terra.

Esponendosi una padellettâ d’acqua al sere-no allorché fa gran caldo, o quando spira utigran vento, trovasi, che nel termine di venti-quattr’ore n’è già svaporata la quantità d’utigrosso dito traverso. Ne’giorni temperati nonne svapora, che un mezzo dito.; e quando fafreddo, l’esalazione è di poche linee, e taloranche insensibile. I mugnai, a cui preme più,che ad ogni altro, il tener conto dell’altezzadell’acqua, per dar con essa un forte impulsoalla ruota de’loro mulini, proccurano con ognistudio di conservarla, diraunarla, e di far sì,che la quantità di quella che scappa, non siamaggiore della quantità, chela corrente del-la gora ne porta. Costóro hann’osservato, chequella pescaia, che da lor si conserva dietro almulino, cala ordinariamente ogni giorno lametà d’un grosso dito traverso, e quando facaldo un dito intero. Dal che si può argomen-tare, che da tutta l’estensionede’mari, situa-ti tra un tropico, estaserò, esali ogni giornoalmeno un mezzo dito d’acqua , e forse più.Può estere, che verso i poli non ne svaporiquanto è grossa una linea. Ma, consideratotutto insieme, si può conchiudere , senzapericolo d’ingannarsi, che da un capo ali’altro dei mare n’esali ogni giorno la quartaparte d’un grosso dito traverso. A questa misu-ra,