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Tomo quinto.
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157
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Dialogo Quinto. 157

creta, o sinopia, su cui piantaron la base delpozzo, e prima di levarlo via, escon suora.Quindi lo ritirano a sè, e l’acqua faglie conimpeto per quel pertugio, ascendendo in bre-vissimo tempo fin ali’orlo del pozzo, e taloranche traboccando dalle sue sponde. Ciò cer-tamente deriva dall’ acque adunate entro il se-no dell’ Apennino, che sollevasi a fianco diModena, Qgesl’acque formano sottoterra untorrente, e si sollevan con impeto peri pertu-gi, che vengono lor presentati dove che sia, perrimontare sino al livello della montagna, dacui discesero.

A questi esempi così evidenti aggiunghiamo-ne un altro di qualche monte, piantato in Iso-la , il cui interiore si sia abbastanza rimugina-to, per poter render conto dell’origine, e delcorso dell’acque, che vi mantengono perpe-tuamente uno stagno, de'pozzi , e diversefontane. Prendiamo quella montagna, sullaquale è fabbricata la Città di Paone. Questacollina risiede da per sè sola nel mezzo d’unaspaziosa pianura, che la circonda per ognin-torno. La sua altezza può ascendere a una cin-quantina di pertiche, e forse forse in qualchesito pisi in alto. Un braccio della medesima listende a diritto da Levante a Ponente per lalunghezza d'un grosso miglio . Quindi prin-"cfpia a far gomito, e rivoltandosi da tramon-tana alia volta di mezzogiorno, s’incurva amaniera di mezza luna, e torna verso levanteper una linea quasi parallela al braccio prece-dente. Ma questo secondo braccio appena ar-riva alla metà della lunghezza del primo * ela sua estremità è pisi bassa di tutto’l resto: il

che