t<8 Le Montagne.
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che bisogna osservare . La Città copre tutte* ! '
quanto il primo braccio . Il Monasterio di I ®5. Vicenzo termina il secondo. Il giro della i fmontagna, camminandolo per ogn intorno i lBalle falde, può importare un’ora e mezza di ;fjstrada. Il prendere le misure piò esatte nel ca-so nostro è superfluo. Il terreno, dov’è pian- ' 3tata la Città, si da capo, come da piedi, è ;::imolto largo, ma versoti mežzo, eperlolun* !ago, è assai stretto. Il suo pavimento è tutto ">'lastricato: ma molte piazze, che restano dal- 3 1la banda delia Cittadella , e sotto le stadie di "; :
S. Martino, e di S. Vincenzo, hanno il suolo ^terriccio. Le piagge del colle, dal più al man- ; i !!1
co, son tutte declivi, e ricoperte di vigne. ?Questo è il di fuori della montagna. Vediamoora il didentro,
Il primo suolo coesiste in una sabbia sottile, ?■
ma tramischiata in berti luoghi di duri sassi. 'âLa grossezza di questo suolo è molto ineguale : 5511
imperciocché in unà parte ascenderà a ventipiedi, in un’altra a dodici, o tredici,-un pocopiù là a quattro soli; e dove il terreno è più '-basso (esempigrazia versoi! mezzo della Città) -fi riduce quasi a niente. ;;:
Il secondo suolo è composto di macigno, e ‘ È ;ndomina da un capo all’altro la montagna . Que- esto letto è addopiato, e v’ha per entro un tra- vmezzo, dove di arena, dove di pietra morta. îI n questo tramezzo lì trovano le miniere, con 'tìevacuare la sabbia, o la pietra morta, che v’èinterposta. Verso Levante non si trova talorafuorché il puro macigno, il quale è grosso oriventi, ora venticinque, ed ora trenta piedi,• -h
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