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Tomo quinto.
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176 L e M:Q NT.ag?Ne.

la penuria, che quivi è di maestri, di libri, di J ]conversazioni, e di materie dove occuparsi. ]Ma oh quanto irragionevoli son questi loro la-menti ! Vaglia il vero, non ti troverebbono "" soli, privi de i sopraddetti vantaggi, .

qualora si sapessero prevalere di quel gran libroche sta sempre esposto aior occhi. Le cogni-zioni , che acquisteròbbono di per, studian- Hdo attentamente Inameno volume della natu- Kra, riuscirebbono loro molto più grate, diquante notizie potrebbono venir suggerite al %,loro talento dalumi altrui. La natura è un de*libri più fedeli, e più sinceri, che sieno almondo. Nonvi si trovan errori, dubbj, Ii( jn? sofismi, presunzioni, sensi astrusi, odifficili a penetrarsi. Questa libreria stasera- ^pre aperta per tutti. Basta solo aver occhi per : '

rimirarla , che vi simpara senza alcuno sforzo aidi mente una maniera di dottrine molto mi* Qgliori, che non consegnano gli altri libri. Maoh deplorabile cecità ! Questa preziosa libre-ria, tuttoché spalancata a benefizio comu-ne del genere umano , patisce pure la stessacrisi, cui son soggette legran librerie di certe ^comunitadi, dove sentra a solo oggetto di :!( jpasseggiare, e donde s,esce senzaver letto mai ^nulla.

Il fine del Dialogo quinta .

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