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la penuria, che quivi è di maestri, di libri, di J ]conversazioni, e di materie dove occuparsi. ]■Ma oh quanto irragionevoli son questi loro la-menti ! Vaglia il vero, non ti troverebbono ""nè soli, nè privi de i sopraddetti vantaggi, .
qualora si sapessero prevalere di quel gran libroche sta sempre esposto a’ior occhi. Le cogni-zioni , che acquisteròbbono di per sè, studian- Hdo attentamente Inameno volume della natu- Kra, riuscirebbono loro molto più grate, diquante notizie potrebbono venir suggerite al %,loro talento da’lumi altrui. La natura è un de*libri più fedeli, e più sinceri, che sieno almondo. Nonvi si trovan nè errori, nò dubbj, Ii( jn? sofismi, nè presunzioni, nè sensi astrusi, odifficili a penetrarsi. Questa libreria stasera- ^pre aperta per tutti. Basta solo aver occhi per : '
rimirarla , che vi s’impara senza alcuno sforzo aidi mente una maniera di dottrine molto mi* Qgliori, che non consegnano gli altri libri. Maoh deplorabile cecità ! Questa preziosa libre-ria, tuttoché spalancata a benefizio comu-ne del genere umano , patisce pure la stessacrisi, cui son soggette legran librerie di certe ^comunitadi, dove s’entra a solo oggetto di :!( jpasseggiare, e donde s,’esce senz’aver letto mai ^nulla.
Il fine del Dialogo quinta .
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