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>à> luce di questo vago pianeta fi stende orizzon-ti talmente su tutta la superfìcie delle sue onde,
Bs; le quali rinviandosela, e riflettendosela scam-à: fievolmente in cento e cento maniere , sor-di! mano uno scintillamento, ed un misto di co-:l ® lori sì accefi, che non fi può vedere una cosali® più bella. Mirali alcuna volta ondeggiare siiSi quella lama increspata di color cenerino, iliD bianco, il purpureo, il verde, ed il più vagoeli estro. Tale è lo stato del mare in questa pri-ièk ma tela. Alcuni viaggiatori adescati da cosìiié fatto spettacolo, si dilettano di pasteggiarew su per le arene, ove i flutti van percoten-iCc do con dolce susurro, senza pericolo d’aa-mi& negarsi.
ià il mare però ha diversi altri prospetti, chetp pure allettano i riguardanti .Questo fluidoele-,lfi mento, cedendo di mano in mano alla forzane delle correnti, che lo strascinano con eflò lo-iiiis ro, e secondando i varj impulsi de’ venti, cheisfe s'urtano!' un coll’altro, e cozzan talora collei'a torrenti, si trova in una perpetua agitazione,iifî. e in conseguenza forma mille prospetti diver- u Q uaÌDiii? fi. Ora voi lo vedete (come appunto vel rap- dro.à presenta questo secondo quadro) dopo una leg- Il mareitò giera agitazione, poco differente dalla calma, Slî tern *ijtif gorgogliare tutto adirato, ed aggrottare se ve- Pu-ramente le ciglia; ora avvallare profondaips nienteora formare de’cavalloni, parte de'
Sîiì,; quali scalciandosi l’un dietro l’altro , vannoîts# a rompersi in sulle rive, e successivamente af-jitii! falcidiandosi insieme se ne ritornano in altomare; e parte stritolandosi scambievolmenterei# in minutisiìme parti, fi convertono in unaspuma bianchicci^, con un fracasso šl strepi-li M z toso,