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Tomo quinto.
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i?4 l r. Mare.

piede in sulla superficie dell* onde,e dibattendole loro ali, in vece di volare peri’aria, cor-ron sul 1 acqua.

Cav. Ciascuno di questi uccelli ha una ma-niera di colori, un’aria, e un carattere, che lodistingue. Il pittore non potea rifiorir con piùgrazia questo terzo Prospetto. Vedo ch’egli hadipinta la luna in Cielo quale apparisce quan-do ella fa il suo ultimo quarto. Avrebb’eglivoluto dinotare con ciò una qualche circostan-za particolare ?

Tr'tor. Quando la luna fa il suo ulti mo quartatrovasi ugualmente distante dalla sua quinta-1 acqua decima, e dal suo novilunio. II pittore col far-h 1011 *' la vedere in tale stato, ha espresso a maravigliail tempo dell’acqua morta , cioè quando il ma-re è nel suo ìnfimo decrescimento, il che in-travviene due volte il mese, cioè nel primo, enelsultimo quarto della luna. Ha poi compiu-to di caratterizzarlo col saggi un ta di quelleconchiglie rimase in secco sopra la spiaggia, fa-cendo vedere, che l’acqua se ritirata molto dalungi, e trovasi assai più bassa di quel livello,ove suol pervenire in altri tempi.

Cav. Ho più e più volte sentito dire, chefacqua del mare s’abbassa ogni giorno parec-chie braccia, e che ritirasi da certe rive piùdella metà d’una lega. Se cosi è, come fare-mo ad accordar questo fatto con ciò, chepocanzi mi faceste osservare, quando dice-ste , che dal segno, a cui’l mare perviene nellasua maggiore gonfiezza, al limite, ov’egliascende, quando fi trova neU’ordinario suo sta-to , non vi correvano più di sette piedi di difìè-renza ?

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