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Dialogo Sesto. 183
prendereste per un altro Cielo ; si viva visi iirondo-ravvisa 1* Immagine del^Sole » dell*azzurro, e ne,o ron-delle nuvole, che campeggiano stili’Emispe- dine diro. Questa calma universale invita i pelei a i” are - .guizzare dintorno alle spiagge, a trastullarsi,e a saltellar sopra l’acqua, ed eccitai pesca- jf pos *tori, a gettare dalle lor barche le reti, ed a ti- L’ aìcîo-rarîe su piene zeppe di pesci. Che pisi Z di ne. Lar.stesti rondoni, gli alcióni , i palettoni, le «lodo.beccacce, le garze, le arcazze, ed altriuc- ^ Pr-esili di simil fatta, concorrono a stuoli a stuo- a ® r ] 0li lungo le rive del mare, e s’approfittano deola.dell’occafione per far le lor pesche. Mirate Lat.À-con che destrezza quel corvo marino ributta in talea.ariaun pesce da lui predato, per farlo ricadere La bec-coìla testa ali’ ingiù, ed abboccarlo co’ nota-toj abbassati, odistesi, i quali altramente si ^at. R«-attraverserebbono con suo mal prò alle fauci. stìcùlaQuest’ uccello può farsi maniero al par dell* a- marina .stare, e del falco. Se gli mette sotto la slroz- ta garza,za un anello di serro , affinchè il pesce, ch’e-^ at ‘gli depreda, gli rimanga nel gozzo, senza po- L’arcaz-terlo ingoiare. Il corvo con quell’anello alla za . £, attgola si porta alla busca, ed ingozzando lapre- arcuatada, senza poterla avvallare, la riporta beli’ Il corvoe'ntatta in man del padrone, il quale, per ani- marino.Mario a far bene 1' ufficio suo, gliene regala , cor ~unapccola porcioncella. Osservate di graziaquello stuolo di merghi, parte in atto di but- Umergo.tarsi in acqua, e parte immersivi dentro più Lar. Er-esie colia metà del lor corpo- Notate un po’ gas.più da lungi quelle mangiane, che s’arrab- tamari,battano in varie forme per camminare in siili’ r
acqua. L’une nuotano fu pel fluido elementorespignendo l’acque col pie ,• l’altre posano il nasfyl-ue-
M 4 pie- siris.