Dialogo Ses t ò. tqt
«j che si trovan sottacqua, hanno Ja stessa prò-on. porzione agli altri letti non salsi, che hanno iilf. letti del sale , che si ritrovano sotto terra gliiliì, altri letti terricci ; e in conseguenza non arri.s® vano a fare la lor millesima parte : anziché ,
, je scavandosi ben a dentro il terreno, si ritrarran-tO|B no sempre mille, o per dir meglio centomiialisi staia di terra a competenza d’uno staio solo diijm, sale. Ciò supposto, per cento e cento sperien-pi ze si è trovato, che due libbre d’acqua falsatolte dalla superficie del mare contengono al-; !B meno almeno un’oncia di sale, eh'è quantojx. dire la trentaduesima parte del peso dell’acqua:t jj, togliendole poi da! fondo, ne contengono co-jjij munemente qualche poco di più. Or se il sale, .à che è dentro il mare , monta alla trenta-St i; duesima parte delle sue acque, come mai gli;!*. orli delle falde salate, che non arrivano allai(jj, millesima parte del letto superficiale del mare,mfj han potuto produrre una massa di sale, equi-| (3J valente alla trentaduesima parte della massajjlf, delle sue acquei
■ 0t Ogni giorno si consuma una buona dose dit ’,j questo sale, ed il mare riman sempre salato eo-lj S me prima» Va egli forse a cercar sot to terra de’
J jS nuovi sali, per risarcir le sue perdite ? Avrebb*
Wi , egli per avventura nel decorso di tanti secoliâ consumate le sue provvisioni, e perduta la suaj,; salsedine ? Certo che no . Egli è dunque un| (f ; S evidente sproposito il riferire un effetto cosi( j generale, com’ è la salsezza del mare, ad unacagione cosi accidentale. e così ristretta, co-me son gli orli de’suoli salati, che si combaciancoli’acqua, e che hanno si poca proporzioneIl alla trentaduesi ma parte della sua mole.l Iddio