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Tomo quinto.
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îpo I l Mare.

provida mano del Divìn facitore: e siccome (5renderebbe ridicolo chi pretendesse di ritrova-re la cagion fisica della luce del Sole; così sup-pongo , che possa essere una sciocchezza il ri-cercare qui in terra la cagione della salsezzadel mare. Iddio ha sarto il Sol luminoso, per-ché sapeva , che senza la luce sarebbe stato pernoi un corpo morso^ -ed il medesimo Iddio hafatta salsa l’acqua del mafe, perché sapeva,che senza il sale, in vece di recarci del giova-mento , ci avrebbe portato del dannò.

Prior. Provo un piacere infinito in sentireche vi sia entrata di prima gionta una tal veri-tà. Ciò non ostante è dovere, eh 1 io ve ne sin-ceri con altre prove. A giudizio di quei mede-simi filosofanti, che attribuiscono la salsezzadel mare al rosicchiar, eh’egli fa, gli orli diquelle falde di sale, che voi pur ora diceste, illetto del mare è attaccato alla superficie dellaterra. Ora convien supporre, che sotto T ac-qua , non meno, che sopra, vi sono delle mon-tuosità, delle pianure, delle grotte, e de’suo-li petrosi , sabbionosi, e terricci : e siccomerade volte addiviene, che sulla superficie delterreno si trovino de’ suoli, o falde di sale, co-sì queste falde non posson estere molto frequen-ti îòtt’ acqua: o supposto, che se ne trovinoin abbondanza ne’ luoghi fondi, certa cosa è,che gli orli di queste falde non fanno la millesi-ma parte della superficie del terreno, che vienricoperto dall’acqua del mare. Dovunque sigetta lo scandaglio , a rimenarvelo dentro ,non si trova giammai , che vi resti attaccatodel sale, ma bensì della rena, della belletta,e della ghiaia. Oltre di che questi letti di sale,