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Tomo quinto.
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IO 6 II. Mare.

e dalla sua coda . La testa di questo verme barmata di due fortissimi denti, fazionati a r!"modo di due cercini, coquali raspa il legname, I*®e lo rode. Lorisicio interiore, per cui sola- "smente respira, gli serve ancora per succhiar sacqua, e per scaricarsi del superfluo peso delventre. Senza uscir mai di casa, divien padre vdi una famiglia si numerosa, che bucherebbe '**in brevora tutto il legnanle, se non s'avesse ladiligenza di spalmare di tratto in tratto colvetro pesto, e col catrame il vascello, quan- f*do egli approda alle spiagge, per lacerare con - IiI!tale impiastro la bocca, e le viscere di queivermetti, che si accingono a rosicchiare il le- #gname; e per uccidere dentro aloro cannelli àtutti gli altri, con serrar loro il pertugio,per cui respirano. Questospalnlamento vuol -

essere reiterato assai spesso, altri mente so- K !'ffinata persecuzione di questi insetti, dacui i piloti più vigilanti aumak-pena li pos- a.ison difendere, sarebbe ben costo pentire della fei

lor 31

L. L ancore non sono altro, che grosse verghe di ~ferro, che vanno a terminare in due branche, edin due graffi arcuati, ed acuti, la cui figura sas- «ifisomiglia per P appunto alle gorbie delle saette , àfcHanno altresì fuso in alto un anello, doves'attac-

ca la gomena, ed una lungha sbarra di legno, che aforma colle due branche da basso una croce. Così *.lancora , non potendo fermarsi soliuna, ®

full* altra delle due estremità della sbafa , cade «fi

necessariamente alla banda , e [in conseguenza :;>](presenta sempre al terreno una delle sue gorbie, t(ìiicon cui fortemente aggravignandolo, tien fermala nave. Q

M. Occhietti, e laccetri posti attraverso alle 111celle, per racconciarle nellocco rrenze.