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sii Aiooo Sesto. rìz.e cadono , come suol dirsi, dalla padella nelle Q uat j r0brace i xil.
Ora che abbiam veduta la pesca de' mostri i pescimarini, e d’altri pesci stravaganti, le cui fi- di pas-gure son vàrie, secondo i mari, postiamo os- feS8 io -servare in quest’altro quadro le più vaghe par- ^tornio,ticolarità di tutto ciò, checoncerne la pesca i£ r 'del tonno, della sardella, del nasello, dell' La^sar-aringa, del baccalà, edelloslocCofisto. Stoc- della,cosi sto dicesi dagli Ollandesi unà spezie di Lat .far-piccolo baccalà, che noi chiamiamomerluz- »#**•zo, e che da’medesimi Ollandesi vien noma- **to altramente pesce da bastone , perciocchédopo averlo seccato, conviene ammorbidirlo jj arrin-a forza di bastonate, per renderlo più pastoso, ga. Lat.e più facile a cucinarsi. Tutte queste pesche Haran-portano a coloro, che n’hanno acquistato ildiritto, un provento maggiore, e più certo, ^ Lat*che non fanno le miniere del Perù. Queste, alungo andare, si votane» : mala gran vena del major .mare porta ogni anno un’entrata di molti mi- Lo stoc-lioni, e dqrerà a portarla sino alla fine de'se- cofisso .coli. Diversi popoli settentrionali, nel di cuiclima le brume troppo sollecite non lascianoalcuna volta maturare le messi , hanno un ri-fugio sempre sicuro, onde rifarsi de’lor dan-ni , col tender le reti a quelle legioni di mer-luzzi , di naselli, e d’altri pesci di simil fat-ta, che fanno continuamente la ronda su leloro spiagge marittime. Li seccano, li salano,li prosciugano al fummo, e li conservano pertptto Panno. Talora pure gli spolverizzano,e gli sfarinano, per farne del pane, e in que-sta guisa suppliscono alla mancanza de’ gra-ni, c delle biade. Ma in varj paesi della zo-na
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