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Tomo quinto.
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dir caucerute,!j bernoccolute)ciò provien?dal.la regolarità,o irregolarità di quella prima bol-licelîa , che servì d’anima, e di nocciolo alle in-camiciature susseguentemente applicatevi.

Or chi non ammirerà la pulitezza,ed il lustrodi queste piccole bollicelle , le quali apparente-mente altro non sono , che uno sconcerto d'ti-mori, onde il corpo deH’animaie, in cui Ranni-danojsi trova affecto.Io però ammiro ancor piùquella gentil varietà di macchie rosse, paonaz-ze^ verdi,onde il corpo argentino della madre-perla è tutto quanto chiazzato. Ma più d’ognialtra cosa mi fa spaniate il fine attuale,e la pro-digiosa utilità, non tanto della madreperla,quanto de’nicchi,e dell’ostriche più dozzinali,e delle più vili teliine.La maggior parte di que-sti fievoli animaluzzi escon daij’uovointanaridentro la lor casellina,desti nata a ripararli col-la sua durezza da gl’insuiti degli altri pesci.Quindi, discaricandosi d’un certo sugo viscoso,ed esuberante, che si congela sull’orlo de'Ioronicchi, danno di mano in mano a queste caselleun aumento capace di adagiarli a misura, chevan crescendo e ingrossando. Con esso pureliformano quelle strisce dì varj colori, che sem-pre più fi dilatano, e che servono ad annoveraret>li anni, e i successivi incrementi del loro ospi-te. Ma che dirò del portentoso artificio, ond’èformata quella cerniera , che unisce insieme idue nicchi d’una semplice tellina?Che deli’qpe-razion di que’muscoli, per cui la stessa cernieraè congegnata di qua e di là coll’uno, e basirò de’detti nicchi?AUorchè la tellina vuol rinserrarsidentro il suo albergo,riempie i predetti musco-si d’un certo umore,il quale,gonfiandoli,e dila-tandoli per lo largp,glì accorcia,e li diminuisce

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