2<jJ I L M A R E •
per un largo pedale accoracela to , che sembragiusto una zampa d anitra.
Pi ior. Ogni pianta è fornita di quei precisi ar-gomenti, che al di lei stato particolare abbiso-gnano.Le piante nostrali,siccome son destinate anutrirsi degli umori, che scorrono sottoterra, ede’sughi, che ondeggian per furia, così fon pre-munite di radici , e di filamenti, onde succhiaregli umori sotterranei, ed hanno nel tempo stessode’rami,edelle soglie,onde ricevere pe’lor mea-ti i sughi dell’ aria . Ma le piante marine, ritro-vando nelsacqua del mare il sale,l’aspaltc,e tut-ti i principi della vegetazione, che si convengo-no al loro stato, non han bisogno di barbe, perprocacciarsi sotterra de’sughi nutritivi, che inogni modo sarebbon per loro superflui. Del re-sto,chiamatele piante, o nomatele come che sia,son tutte generazioni regolari, che tornano apullulare mai sempre in una medesima forma, edove il caso o la sorte han tanto che fare,quantostanche fare nella produzione de’nostri fiori, ede'nostri frutti. Che se il velame dell’acqua nonci permette di rimirare cogli occhi corporei laloro generazione i loro progressi,e le loro diver-se utili tadi, l’occhio della ragione che penetraquesto velo,e scorge,al pari degli oggetti visibi-li, le cose nascoste, ravvisa benissimo in questepiante de’nuovi tratti di un’infinita sapienza,che il tutto dispone con ordine d una mano libe-ralissima,che dispensa ugualmente le sue grazieagli abitanti dell’acque,ed agli animali dellaterraje finalmente d’una sovrumana potenza,che tira efficacemente a prò nostro tutte le partidella natura.
Fine del Dialogo sefio.