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che un liquore tanto pesante, com’è timer-curio, pervenuto fin’ a quei limite, resti so-speso dentro il cannello, e non discenda pitiabbasso? Ciò certamente nonpuòdirivaredaaltro, se non dalla forma d’un contrappeso,che il tenga in bilico, e che resista con altret-tanta energìa alla sua natural gravità. Ma qui-vi non apparisce alcun altro contrappeso, fuor-ché una colonna d’aria della largheza dell' ori-ficio del cannello. Questa colonna, gravitan-do sopra il liquore del vaso, e non trovandodentro il cannello un’ altr’ aria , che premacolla medesima forza l’argento vivo, che v’ èracchiuso, vi sostiene una quantità di mercu-rio, il cui peso equipondera alla di lei pressio-ne, o forma un perfetto equilibrio con essa,E che sia la verità , provisi ora a sturare l’orifi-cio del cannello, ches’era turato, ecco, cheuna nuova colonna d’aria, insinuandosi dal-la parte superiore dentro il cannello, e pre-mendo l’argento vivo quivi racchiuso con al-trettanta energia, con quanta la colonna infe-riore preme il mercurio del vaso, forma conessa l’equilibrio, e si*1 mercurio, eh* è nelcannello , trovandosi pressato, tanto di so-pra , quanto di sotto colla medesima forza ,ricupera il naturale suo peso, e piomba tuttoquanto nel vaso. Lo stesso appunto addivienedentro il secondo cannello di quaranta piedi ,Ma l’esperienza, che abbiam fatta nel primocoll’argento vivo, facciasi in questo coll’ac-qua . Empiasi adunque questo cannello di lattad’acqua pura, e dopo averlo turato dall’unode’suoi orifici, s’ arrovesci, come s’è dettodel precedente, e si russi in un vaso pien d’ac-qua.
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