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potrà metter su la stadera, e rinvenire qtiamto ella graviti j
Ma non men certa dell’altre due proprietà*di è la sua forza di molla, ch’èquanto dire lasua forza elàstica. sin corpo ha forza di mol-la, allorché venendo piegato , scatta con im-peto per dispiegarsi , oper tornare nel primie-ro suo estere . L’ariaha questa proprietà. El-la è capace di ristrigncrsi , e di dilatarsi -. Persincerarvi di questo fatto, mi varrò d'una so-la prova facilissima , e chiarissima.
Si fanno nelle vetraio certi palloncelli dicristallo, da una sol banda forati doves’insi-nua un cannellino pur di cristallo, il quale ar-rivi poco meno, che in fondo, impiastrando-lo attorno attorno là, dove incastra nell’ aper-tura del globo, di tenacissimo mastice, affin-chè Paria non abbia campo di trapelarvi. Po-scia s’immerge il pallone con tutto quanto ilcannello nell’acqua, lafciandovene impasta-re per l’orificio del piccolo cannellino quantavene può entrar per amore. Così la bocca vie-ne a riempirsi appresto a poco mezza d’acqua ,e mezza d'aria. Allora si soffia gagliardamen-te per lo pertugio superiore nel cannellino, cfi proccura d’insinuare nel palloncelloaltret-tant’aria, quanta di prima ve n’era. Or sic-come il recinto interiore non si dilata, ma re-sta sempre lo stesso, Paria, chev’eradentro,venendo pressata dall’ariasopravvegnente, sirannicchia, e si ristrigne, per dar luogo allanuova. Ma trovandosi agglomerata, e ristret-ta tra il concavo del pallone, eia superficiedell’acqua, cerca di sprigionarsi , e ridursi al-la larga, si sbarattaesi scioglie, ed urtando
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