Band 
Tomo sesto.
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Dia'iogo Primo. ir

tîi della quale tutti que’ corpi, che formanouna certa massa, tendono in primo luogo ariunirsi nel centro della medesima, e seconda -riamente accrescono la celerità, con cui vi siportano con proporzioni relative alla lor den-sità, ed altri .ostacoli de’fluidi, per cui deb-bono trapassare ( a ). A tenore della primalegge una penna dovrebbe cadere a terra collamedesima velocità , con cui vi cade una palladi piombo, se l’intervallo per cui trapassanofosse affatto sfornito d’aria ; ed al contrario laloro celerità dovrebb’essere disuguale , qua-lora vi fosse di mezzo, o dell 1 aria, o dell’ac-qua. Per questa stessa ragione le particelle dell'aria dovrebbon tutte piombare abbasso, e ac-cumularsi l’une su P altre. Ma in virtù dellaseconda legge la materia eterea, ondequest’a-ria vien circondata per ogni verso, e traviataper mezzo d'una direzione contraria al natu-rale suo corso, impedisce la sua tendenza versodel centro, e quindi avviene, che questo corpotraimi furato, che noi chiamiamo ambiente ,non ha, che un peso mediocre, e proporzionatoal bisogno di chi vi è dentro. Quella medesimalegge, che ha impresso in tutti i corpi la ten-denza verso il lor centro, e che ha regolati tut-ti i gradi della loro accelerazione verso questomedesimo centro, mette in sesto tutta la mac-china del mondo, assegnando a ciascun corpoil luogo preciso, dove ha da stare. E siccometutti i corpi obbedirono al primo cenno delcreatore, chèli cavò del lor niente, così tuttipersistono fedelmente in quel posto, che fu lo-ro sin da principio assegnato, facendo semprelo stesso lino alla consumazione de’ secoli.

La

(a) V.Lasperien-ze fattedavantial Re d’I nghil-terra.Trans.Philof.abridg.by Low*thorpTom. 4.