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Tomo sesto.
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18 L’ A r J a .

La'pioq- S’egli addiviene, che un fiotto d’aria diagià grò?- una gagliarda spinta ad una massa di nuvole, ese, e mi- faccia cozzar questa massa in un’ altra, unanuta. g ran parte delle predette bolle si stritola, e cre-pa . L’acqua, che le componeva, cola per tut-ti i versi, e s’aduna in diverse gocciole ora piùpiccole, ed ora più grosse, giusta l'impulsode’venti, che le precipita, o che vi passa atraverso. Or queste gocciole a misura > eh'elle5'accostano, e che ti toccano l'una coll'altranel piombare, che sanno abbasso, si conden-sano. Quindi è, che la pioggia, cadente dallenuvole vicine a noi, e che alcuna volta ci toc-cano , è ordinariamente molto minuta, là do-ve quella delle nuvole più elevate da terra ètempre più grossa. Ma siccome ]'atmosfera ècomposta di varie falde d’aria applicate funesuU’akre, le di cui qualità sono varie secondoche varia è la qualità de’venti ,che le agitano;cosi moke volte succede, che le gocciole dellapioggia, le quali si formano dal concorso dellebolle scoppiate, Rincontrino, nel cadere in unostrato d’aria sì fredda , chele costringa a gelar-La gra-.si. Ed ecco la grandine. La grostèzza dellagnuola. grandine è correlativa alla grossézza delle goc-ciole della pioggia, che nella loro caduta sigelano.

Le strisce Le particelle focose, che sta vanti concentra-ti-fuoco, te dentro le bolle, e i varjt corpuscolioliosi,don ^ VC ” àlforei, bituminosi, e combustibili formanor°"ri a Kr una striscia di fiamme, che diviene più o menvisibile, a proporzione della sua forza, e dellasua estensione . Se la quantità delle particellefocose, che si sprigionano dalle bolle scoppiateper la confricazione de’ nuvoli, è molto scarsa,

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