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varia la purgano. I nostri climi, senza l’aju-yo de’venti, sarebboti tutti malsani, e Pariadi Parigi, e di Londra diverrebbe inbrev’orainsoffribile.
IL che estendo cosi, fi può dire, che i ventifieno effettivamente i nostri servidori, concios-fiachè, oltre alla cura, eh’essi fi prendono diriscaldare, e refrigerare di mano in mano lenostre mansioni, fi tolgono ancora V assuntodi tenercele sempre nette , e pulite . Ed ohcon quanta decenza adempiono quest’ufìcio/Portan via le spazzature , che imbrattan 1’a-ria , e la malizia 5 , che potrebbe infettarla ,senza darcene alcun sentore. E noi, a guisadi que’padroni bisbetici, ed indiscreti, cheguardano con occhio li vido qualunque minimodifettueqio de'lor famigliari, senza puntoba-dare a’Jor meriti, passiam tuttora a chius’oc-chi i continui servigi, che i venti ci prestano,e diamo in mille fcandescenze, se alcuna vol-ta punto punto c’incomodano.
Riepiloghiamo di grazia questi primi acci-denti dell’aria . Vapori, nebbie, nuvoli ,brine, piogge, gragnuole , nevi, baleni, tuo-ni , saette, terremoti, mongibdìi, fcìoni, ventiregolari, venti passeggieri, ion tutti effetti del-le molle deli’aria , ora piegate, ed ora allentateda varj corpi, che vi s’ìnfinuano . U . volti-metro cfaria di pochi piedi, rarefatto dal fuo-co dentro una mina non molto eslensa, è ca-pace di ribaltare un bastione , con tutte le sol-datesche, che vi son sopra. Pochi gruppetti d’aria, sospinti, £ sparpagliati da’ virj fuochisotterranei , han quali subbissate le celebriCittadiNicea, d'Ercolano, d’Antiochia, e
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