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Dialogo Primo. 33
forza, eh’ ella respinge tutti que’corpi, ch’ell’ha d’intorno ; ed ecco eh’ ella diviene una for-za motrice, atta a prestare a gli umori, a’mu-scoli, e a tutti gli organi degli animali quelmoto, che lor conviene.
L’ammirabile magistero, con cui son fab-bricati i polmoni ( che sono l'organo del re-spiro ) non tende ad altro, che a far giocarecon metro la forza, la pressione, e la molladell’aria per tutto’1 corpo deli’animale. Essiora s’aprono, per ricevere nuova aria, ed or(inferrano, per dar l’esito a quella, che hadi già fatta la sua funzione. Questa perpetuarespirazione dilibera il corpo nostro dall’aria,che quivi s’è rarefatta dai caldo, e che ha mes-se in moto le viscere, il chilo, ed il sangue, esusseguentemente ve ne introduce della nuo-va, la quale, essendo più constipata, diventacol rarefarsi dentro di noi, mercé la forza del-la sua molla, un nuovo principio di moto. Ese mai la siccità, 0 ’l caldo eccessivo, cagiona-to dalla stagione, o dal sito soverchio calido,in cui ci troviamo, viene a dilatare oltre mo-do quel!’ aria, che si respira, e in conseguenzale toglie l’attivitade, e il modo di dare il motoalle viscere, e al sangue, si riccorre tantostoalle bevande fresche, a'bagni, ali’acque ne-vate , ed al ghiaccio medesimo, affinchè Cariadentro di noi si comprima, e poi tornando,giusta il suo solito, « dilatarsi, ristabilisca lenecessarie mozioni, e promuova cogi’ inces-santi suoi urti, ed impulsi la digestione, ed ilnutrimento. Lasciamo pure a gli anatomici ilpensiero d’investigar Tartifizio de’polmoni,j' operazion dello stomaco , la contrazio-Torno VI, C ne ,
L’ equi-libriodellatensio-ne, opredin-ne dell’aria.