Dialogo Primo. 43
invisibile. Ma, vagliali vero, questa sua in* L » ariavisibilità è un nuovo stratagemma della prov-^ 3 grc hè *videnza Divina, per cui ci troviamo in istatò invisibi-, di poter discernere tutte le parti della natura, le.at ® Se l'aria fosse visibile, non ci permetterebbe«orni di veder gli altri oggetti’distintamenu . Reflet*rapr» ten dotì in questo caso la luce da ciascuna parti-l,S ® ! cella dell’aria, tutti que’corpi, che ci sonoài dintorno, si vedrebbono in quella stessa con-M formità, che fi vedono dentro una camera o-scura , allorché i raggi del Sole vi passan per gline, 1 » spiragli delle finestre, e vengon reflesfidallapus polvere, che vi svolazza. Oltre di che l’infi-rutit n i ta b on tà di Dio, col render l’aria invisibile ,à non solamente ci svela, o ci mostra con piùo"? chiarezza gli oggetti più dilettevoli, ma invo-li la nel tempo stesso a’nostri occhi i più sozzi, e
linfe quelli pure, che a noi torna conto di non ve-stì dere . Se l’aria fosse visibile, molto più vi-ro® sìbili sarebbono que’ vapori , che si di Ie-ri « guan per Paria . Ogni piccolo fummo tras-lte» figurerebbe la vaga tela dell’ universo. Lali fel stessa vita ci riuscirebbe noiosa, e pienad’in-à quietudini. Si vedrebbe per ogni intorno ciò,che trasuda continuamente dal corpo degli a-fl’iii nimali, ciò, che svapora dalle cucine, dallealin contrade, e da tutti i luoghi abitati. L’uo-iaimii mo non potrebbe soffrire la compagnia dell’al*ivîlì tro uomo. Ci parrebbe di non potere star sani,nè fuor di pericolo nelle Città, e nelle case: eUp fi ricorrerebbe a’deserti, per evitare que’ma*
6 ss! li , che noi crederemmo imminenti , o periio, i sottrarci da que’ disgusti, che noi crederemmoicii»i inevitabili, a stare in consorzio cogli altri. Ordi siccome le esalazioni, che cessano d’esser no-ia- ci ve,