L’Aria ècagionedelia re.frazionedella lu-ce.
I erepU'scoli.
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cive , allorché fi dispergono potrebbon (essen-do invisibili ) a proporzione del lor concorso, edelle lor forze, o soffocarci, o farci del dan-no, Iddionopdblamente ha volntorifparmiar-ci questi perpetui spaventi, col rendercele in-visibili * ma fi è compiaciuto eziandio di fale-ne avvisati per mezzo delli odori, odi libe-rarcene col soffìo de’ venti.
Ma per quanto minute abbia fatte le parti-celle de’aria, per rendercele invisìbili , le hacreate perà così dure, che fon capaci di formarcolla loro adunanza un corpo opaco, ed atto arefrangere i raggi della luce, quando vi batto-no per ifcancìo. Il che porta al genere umanodelie grandissime utilità.
Per meglio intendere gli effètti delle refla-zioni , dividiamo il globo della terra in z6o.gradi, o porzioni uguali, ha metà di questoglobo conterrà i8o. gradi . Piantiamoci fuipunto verticale di questo mezzo globo, di mo-do che postiam vedere da un lato 90. gradi, eh’è quanto dire la quarta parte del Cielo , e dal!’altra i rimanenti 90. gradi, cioè un’altra quar-ta parte di Cielo . Vedremo spuntar il Soledall’emifperio inferiore, che ci è nascosto, eprincipiare ad alzarsi sul nostro, che ci è sco-perto . Dopo aver corso tutto il nostro emispe-rio tornerà a visitare gli antipodi, e noi cesse-remo di vederlo. Allora i suoi raggi non arri-vando più a noi, ma rasentando tuttavia i no-stri climi, e dispergendosi per i’aria, dovreb*bono, appena eh’egli si trova sotto il nostroorizzonte y privarci della lor luce, e lasciarciin un tratto in oscurissime tenebre. Ma eglinon succede così. Noi reggiamo ancor lume
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