JO L’ A R I A .
nostri, e che, partendo da un punto solo, fidisse ndon per tutto,s’incrocicchian per tutto,e vanno a riunirsi per tutto cogli altri. Il no-stro intelletto a fronte d’un tale effetto si per-de. L’artifizio ammirabile, con cui si forma,qualifica la grandezza dell 1 artefice, che n’eTautore.
L’uomo s’inganna, allorché coll’ajuto del-la filosofia si lusinga di potere spiegar la strati ,tura di questi elementi, e di capirne le combi- !nazioni. Dagli effetti finora accennati chiara- !mente si vede, che ciascuna particella d’ariaè un piccolo ordigno fatto a molla, e fabbrica-to con un'industria ammirabile. Or ciò sup-posto, chi può ascoltar senza nausea ledice-(a)Princ. rie di certi filosofanti (<?), i quali credendo,del Car- che il corto nostro talento possa arrivar a com- jt ^Ph°s P renc ^ ere il gran sistema della natura, preten-ot 1 dono di darci ad intendere, che il corpo dell’
|; 2< ' aria altro non è, che una mafia di minutisilime particelle ondeggianti senza alcun or-dine, o una polvere procedente dagli spigoli jd’infiniti triangoli, o cubi mozzati , e stri-tolati nel confricarsi l’un coli’altro. Il Car-tesio , primo autore di questo sistema, è statoun valente geometra. Ma la geometria puòformar delle idee capricciose, o per dir megliodelle chimere allegramente. La pisi pericolo-sa di tutte queste illusioni sarebbe il darsi acredere, chef aria, il fuoco, la luce, erut-ti i corpi naturali fofier prodotti dal ruoto im-presso nella materia . Un tal sentimento, ol-tre ali'esser del tutto alieno dalla verità, per-ché fond - to sur un assurdo, ci porta addiritturaali’ingrati sudine , facendoci perder di mira
il no-