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DiaIogo Primo. 4^punro deli’orizzonte O). Su questo puntopreso a caso, caggiono, come su tutti gli altripunti immaginabili, sette raggi diversamentecomposti, ed atti a dipignere nella nostra reti-na sette colori divertì, cioè il rosso, il rancio,il giallo, il verde, il celeste, l’azžuro , e’1paonazzo. Su cotal piede un dardo solo di lu-ce , il qual trapassi per un prisma di vetro, get-ta i suoi differenti colori sur una carta, che glisi pone dinanzi. Questo piccol dardo è real-mente composto di sette linee, o raggi chiaric distinti, che tanto più si ravvisano , quantopiù si separano l'un dal? altro nel prisma, Se ilsito, che vien percosso dal detto dardo, hauna superficie accomodata a refiettere un solodi questi sette raggi, il colore, che vi s’impri-me, imita lo stesso colore del raggio: e se ladetta superficie ne ristette più d'uno, allora ilcolore è misto , esempigrazia capellino, ce-nerino’, piombino, olivastro, eccellerà. Sepoi non ne restette quali nessuno, allora il co-lore secondo che se gli asibrbe, diventa nero.Se finalmente li restette tutt' e sette , il colo-re, che vi 5 'imprime, è bianco. In sommaquesto punto assorbe tutti que’ raggi diversa-mente coloraci, i quali la sua superficie nonè atta a refiettere , e rimanda ciascun diquelli, che la sua saperficie è accomodata arefiettere.
Ma questo miracolo si portentoso, che si rav-vila nella struttura de’ raggi, che caggion suciascun oggetto, e sur ogni sorta di liti alla vol-ta , diviene ancora più grande per lo reflesto dique’raggi particolari, che servono a dipigne-re ciascuno oggetto nella retin* degli oc chiTomo FI. D no-
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i colori