Dialogo Secondo. 6 5
à fenico.Gnaffe, questi termini mi fanno
paura.
Prior. Vaglia la verità , dinotano certe co-tti se,che posson far del gran male. Ma in breve vi
farò vedere la loro incredibile utilità.mi Qual sale, che si ritrova intuiti i corpi mi-(jtt. sii, e che sembra destinato a formarne la com-mi posizione, è generalmente un elemento duro,igoit, e inflessibile, ogni cui minima particella ha
,ii molti angoli, e molte faccette , ed in cima
u ,(4 un’acutissima punta. Le spezie e gli effetti didf questo saie son varie. La lor varietà può dipen-dere dalle diverse materie, a cui s’unisce, o(fé! dalla differente figura delle sue parti compo-'fc nenti, o forse ancora dall’ uno, o dall* altro .» Quelle scagliette di sale , che si ravvisano intutti i corpi, quando fi sciolgon nel fuoco , so-iljfe no a mio credere destinate a sostener co’lor an-à gol!, o colle lor puntele foglie degli altri de-lire menti. Sono, per così dire, altrettante bui-ne,: lette, che si ficcano da tutte le bande ne’pori
luti degli altri corpi, e che li tengono collegati.li Ma, siccome le bullette, ed i chiodi, cheser-oiot vono per lo più a collegato , possono alcuna1(0111 volta, a cagione della lor soverchia grossezza,o quantità, divenir tante leve , proporziona-li te a ribaltare, o tante zeppe valevoli a disuni-jjii;, re, e squarciare; cosi le parti del sale possonoin molti incontri forare, segregare, edifeior-|( (ji, re, in vece di collegare . Usale però non puòprodur questi effetti perse medesimo, ma hajjj, di bisogno dell’altrui aiuto , in quella guisadi che il chiodo non può penetrare , nè far cosa'(j, alcuna da perse solo, ma ha di bisogno d’esser’ lt battuto dal martello. Il sale adunque vien per-j Temo VI. E cosso,
A chefieno deistillati -sali.