Dialogo Terzo. ir*
âlr, tutte le pietre, che sono al mondo , mirende-'!* rei soverchiamente prolisio : tante sono le loroilif spezie, e tanta la varietà dé’ colori.f*? Cav. Son bramosi (fimo di sapere come si for-mi un mallòdi marmo, una selce, eundia-*Š mante.
Î'ì: Pribr. Da tre sorte di sostanze pietrificate, La gene
lequali si formano, perdircosl, so’nostri oc-razione
à chi, e la cui generazione è molto facile a con-delle
if cepirsi, si può appresso appoco dedurre come P ietre *T si generin tutte falere.
à La prima è quella gronda impietrita , chel)|ie pendedaste volte delle caverne, che sodano,tei: Voi già sapete, che queste gronde pietrificate
)H sono un effetto dell’acqua, che porta seco, nelttìî trapassare le volte, delle minutisfi/ne arene,
«a le quali adunandoli, ed accozzandosi a poco aafe poco a maniera di candelotti, ed ingrossandosiper le diverse sopraccamice, onde l’acqua soc-à cessivamentelesasela, s’indurano,es impie-[i triscono,
tìt La seconda è quella gromma, o crosta pietro-ilr sa, che l’acqua di certe fontane va appiccandoSe: ai condotto, per cui sen passa, come si vede
rii'l: ne’condotti, che menan l’acquadelle fontane
no di Rongis , e d ’Arcuai a Parigi. La materia,onde fi forma la detta gromma, ocrostapie-b: trificata ( diqualunque natura ella sia ) certa
lidi cosa è, che vien sospinta dall’ acqua verso leB parti laterali del condotto, e che, s’ella ^ag-glomera , o s aggomitola in varie pallottoleg, applicate l'una soli’altra alla rinfusa, ciò di-riva dagli urti disordinati, con cui vien sospin-gi; ta dall’acqua, la quale l’obbliga a ritirarsi daè banda, per avere nel mezzo il varco aperto dag trapassare. La