Di aiogo Terzo. 113? 5 nuandosi negli spazietci intermedj tra un sasso*' e l’altro, impedisce,che non li smuovano, ed!t!l! intrudendoli per ensso i pori de’medelimi sassi ,forma con essi un composto, il quale, asciut-l|c to che li a, s’indurisce, e malagevolmente tra-
#l > baila .Or cosi appunto succede nel calò nostro.
,lt! Le tre sostanze diversamente pietrificate soncomposte di sassarelli, e di sopraffine calcina.
“ I sastarelli sono la sabbia, la malta, e Largii*la. La calcina sono i sali, ci bitumi. Talorai sali , e l’argilla servono a pietrificare la sab*bia; e talora la sola sabbia, o la melma fi pie*
1,1 tròica da sé sola, senz’ altre misture . Dalla¥ : dose or maggiore, or minore di ciascun/ di que-
i! S ste materie diversamente mescolate risulta unalà differenza notabile ne’composti. L’acqua vàraccogliendo qua e là tutte queste materie, e:t f le strascina con esso seco: l’acqua medesima lemescola insieme, e le depone dovunque passa ••
* dopo di che si ritira, e dà lorda libertà di sec-carsi, ed’indurirli. Quindi è, che trovandosià, col legate, e conglutinate l’une coll’ altre, nondi posson più né arrendersi , nè separarli.
Nella prima maniera li può dire, che si pie-à trifichinoi talchi, le sinopie, gli amianti, edigeisi.
fé II cristallo altresì non è altro, che una mas- Il cristal-l» fa d’arene di figura piramidale, o forse trian-lo.sii gelare, che l’acqua va ad ora ad ora ammassan*ip® do fune soli’altre, e le collega con un poco diB sale , e con finissima malta . Il che è tanto piùai» verisimile, quanto che disfacendolo al fuoco,é non vi rest’ altro, che rena calcinata, con un« poco di sale, edi malta. Névi dee fare veru-pii' na specie, che dalla sabbia risolti un composto! Tomo VI. H tra-