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Tomo sesto.
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Dialogo Terzo.

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îebre viaggiatore, che nelle miniere diVisa-pour, ed altrove si trovano de’diamanti, par-te intanati per entro gli screpoli di due rocche,e parte in un suolo di terra; che quelli, che sicavano dalle rocche , son puri, e senza perniacolore, laddove gli altri sentono della naturadel terreno, incui nascono; dimodoché, seil terreno è composto di sabbia pura, ed’unostesso colore, il diamante è purissimo, e tuttoquanto d'un colore ; massi il terreno è compo-sto di sabbia mista, il diamante è nericcio orossigno, secondo la qualità, o colorito del-la medesima sabbia. Âggiugnete poi alla di-versità delle arene le varie tinte de’bi turni, de*vitriuoli, ode’metalli, che vi fi mescolano,e troverete nuovi argomenti , onde spiegarela variazione del medesimo colore in pietre di-verse , e la diversità de’ colori in una medesimapietra.

Cav. Ciò, che m’induce a credere, che ilbitume entri nel composto di questi piccolicristalli, non men che in quello dell’ambra ,edelgiaetto, si è il vedere, che molte pietrehan virtù d’attrarre asèle pagliucole, comeappunto fai’ambra, e lo stesso giaetto. Malipuò egli spiegare come si faccia questa attra-zione ?

Prior. Vi dirò in questo proposito la mia opi-nione, semplicemente conghictturale. Il bi-tume è pieno di particelle di fuoco, le quali sitrovano quivi entro come incatenate. Quan-do si stropiccia un corpo, dove ne siano in granquantità , se ne scatena sempre qualcuna, e s’incita a scappar suora. Il primo effetto, eh’el-la faccia nello sprigionarsi , è di rarefare l’aria

con-

La fòrzaelettricad’ alcu-ne pie-tre.

Spiega-zionedellaforza e-lettrica.