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Riaiogo Terzo;'
portare con esso seco nel suo cammino . Quest’acqua, con tutti i suoi sali, non può fare’alcuneffetto in un corpo d’arene, la di cui porositànon è capace di arredarli. li fa bensì in un cor-po più denio, riempiendone a poco a poco tat-ti gl’intervalli, e coilegandone esattamentetutte le parti. Così un letto di terra,e di sabbiasi cangerà in una pietra più o manco dura, se-condo che il limo prepondererà alla sabbia, ola sabbia sarà più copiosa del limo.
La creta e la ghiaia mescolate colla rena ficonvertiranno in tanti pezzi di marmo, orabianco, ora rosso, ora verde, ora nero secon-do la natura del letto pietrificato. Può essere ,che il letto di quello marmo sia una sottilissimaarena, dovel’acquaabbia insinuate, e am-massate in più volte delle picciole deposizionidi creta, odelle semplici tinte di ghiaia, lequali colla loro riunione posson col tempo farsomma, e colla diversità delle loro susianze ,colla varietà decolori, e colla differenza dellemisture posson variare in mille modi le quali-tà interiori ed esteriori del composto. Semaiqualche calor sotterraneo avrà fatta seccare,e screpolare questa ghiaia, insinuandosi per en-tro gli screpoli della medesima quelle minutearene, o quei granellini di creta, od’altramateria, che la corrente dell’acque vi puòdeporre, v’ imprimeranno delle vene d’ognicolore, e d’ogni figura. Può darsi ancora,che l’acqua v’insinui delle scagliette d' oròo d’altro metallo ( non impossibili per laloro picciolezza ad esservi dalla medesima stra-scinate) e che queste vengano ad aumentare