m Le Cave.
la bizzaria de’colori. Il petrolio, chel’ac*qua porta con esso seco, dilatandosi per ogn’ in-torno , può formarvi unaquantità di macchiet-te, o rotonde quand’egli ha campo di dilatar-li con libertà, o ovate, quando ne incontraqualche altro ramo per fianco, oangolose, edi qualunque altra figura, quando se gli attra-versano per ogni lato delle diramazioni in varjmodi intrigate. Tutte quelle vene tortuose,lungo le quali si vede talora una lillà di mo-schetted’oro, o d’altre materie d’una minu-tezza indicibile, mostrano a mena dito i pas-saggi , e le giravolte dell'acqua , che si pre-senta, che si trova arrestata, che s’aggira ecaracolla per tutti i versi, e non per tanto pas-sa avanti, e s’insinua da per tutto. E siccomequelle materie, eh' ella strascina con està seco,sono naturalmente più pesanti di lei, cosi astaper fine fono obbligate ad abbiosciarsi , ed afermarsi ne’primi screpoli, che si parano lorodinanzi per via . La costruzione d'un marmo,o d’una pietra potrebbe paragonarsi alla testurad’una tela, od’un drappo. Il corpo della sab-bia , o del limo è in certo modo stordito dell’o-pera. L’acquaè la spola , che attraversa inces-santemente la trama all’ordito. Le arene mi-nute, le deposizioni del limo , i corpuscoli co-lorati della ghiaia, le scagliette de’mineralisono concordemente, o separatamente la tra-ma, che viene introdotta dalla spola dell’ac-qua nel corpo dell’opera, e che ne formano apoco a poco il ripieno.
Cav. Mi par d’intendere a sufficienza il vo-stro concetto. Ma piano un poco. Quando noieravamo dentro le cave, m’avete fatto osser*