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Le Cave.
Canti
Carcha «
stai .
I riccimarinipierrifi-cati.
Le cou-chigliepietrificareVedistor.deìiAccad,dellescienzelyi.
tre virtù, ha spezialmente quella d’arricchiregli orefici. Appresso di noi quella lingua can-gia natura. Ella non e altro, che undentedicerto cane, marino, nomato latinamente CW-nisCarcharias , mostro d’una grandezza sì smi-surata , che passa talvolta quattromila libbredi pelo.
Cav. E queste pietruzze, che paiono veribotte ni , che cosa sono?
Trior. Cotesti bottoni, parte a spina e par-te a bernoccoli, maestrevolmente punteggiatie tessuti, altro non sono , che terre impietriteper entro a certe conchiglie che chiamanti da’pescatori ricci marini. La creta, la melma,o la ghiaia, che vi s’è insinuata, ne ha pre-sa perfettamente l’impronta, ed il guscio dellaconchiglia , per esser sommamente sottile, sedisfatto.
Cav. E quesl’altre pietruzze, che «'assomi-gliano ad una serpe attorcigliata in sè stessa ;che faran mai?
Prior. (a) Son zolle di terra pietrificata ,che portan T impronta d' una piccola con-ca marina, la quale è fatta a guisa d'unao linea spirale, e «'assomiglia a quel> che in ragionando delle concili-
( a \o!uta,-'.echio
glie, chiameremmo nautilo. La terra, che
s’èi mpietrica nell'interiore del nicchio, per’a sua gran sottigliezza , è andata in pol-vere. Gli antichi popoli della Libia, iqua-li s’immaginavano di ravvisare in questa pie-tra il corno del loro ariete Ammone (che era,come voi ben sapete, la loro Deità favorita)fecero cento istorie che accreditarono le virtù
di
ifc