Band 
Tomo sesto.
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141
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Diaxogo Secondo', 141

Trior, Queste pietruzzette minute, questiìp® ciottoli di mille colori, e questa ghiaia di diffe-i®s reme grossezza sono materie per lo più ricava*

HÌ! te da altri pae(ì. I contadini avean l'incumbemitti- za di ammassarle nelle lor vigne, ne’boschi,roni nelle terre lavorative, su le rive de’fiumi, e» i: lungo le spiaggip del mare , per poi por*i»5 larle a mucchio per mucchio in su le stradeà maestre, dove i solcjati dovean metterle in ope*cete ra. Si distendeva(jupsta materia sul terzo suo- Leprodetu Jo fra i due cordoni, o margini della via, iqua* o margi-ni li erano per lo più rifiancati di grossi pietroni, de’

A ina sempre posti a pendio ( a ) dove la strada era ^àatiìiiij colma, e sovrastante al livello della pianura. L a ™ ani "® Cosila gfiiaia non correva pericolo di dissipar* Margi».

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1C; Cav. Perché mai questi stradoni fi chiamanot,; : strade ferrate ?

jjp. Prior, Il colore di queste pietruzzp nericce,e ordinariamente ferrigne, ha dato loro un talljj- nome. L’acqua, scorrendo su questa dura tri*taglia , senza poter penetrare ne’ suoli infe-' riori , dà agio al passeggiero di viaggiare in,5 ; ogni tempo ali’ asciutto , senza incontrare ve-à runa frana, o pozzanghera. Talvolta questajjlj incrostatura di pietruzze, e di ghiaia, peres* R

— ferii sconquassato il massiccio de' margini, chea . la ritenevano, s’è guastata. Ma siccome la, radice del male non penetrava ne’ suoli infe-riori, cosi era facile a rimediarvi. Una Regi*na di Francia, per essere stata la restautatricedella crosta esteriore d’alcune di queste slrg*de, ha fatta correre lungo tempo la fama di

aver-la {3) .... Umbonibus bine, & bine coaBìs,

Et crebris iter iliigare gomphis , Star, IbiiL ,,