*-
154 l i Miniere.
massano dintorno al fuoco una quantità di so.sticci, o scaglie di ferro, le quali par che ilsoffoghino, e che lo smorzino : di più tantovi vanno spruzzando di tratto in tratto dell’acqua con una scopa, il che dovrebbe piutro-sto estinguerlo, che farlo ardere . Ma questofuoco, trovandosi esteriormente soffocato, evenendo interiormente suscitato dal conti,nuo soffiare del man ti ce, vien costretto a ri-volgere tutta la sua attività addosso al ferro,die v’ è internato , e si lo fa roventare piùpresto.
JVwr.Non posso esprimervi il gran contento,eh’ io provo, in vedere il gran profitto, che voicavate dalle lezioni pratiche degli artigiani,Questi per lo più sono i noltri più eccellentimaestri. Esponetemi di grazia qual sia l’esitodi questo ferro, confuso col carbone.
Cav. Egli cola nel fondo del fornello, fattoper quesl’ oggetto a pendìo, e va a sboccare indiversi canali, artificiosamente disposti, per di-ramarlo , Sembra allora un fiumicello di fuo-co, sparito in più rami, o solchi arenosi, par-te de'quali va a terminare in diverse forme,preparate a riceverlo, per dargli quella figura,che fi desidera. Colà diventa un cannone, quauna lastra da cammino, costà una bomba, piùlà una granata, quivi un mortaio da lanciarbombe , dove un docci on da fontana , doveuna pentola, dove una secchia, dove un cal«dano. V aspetto di tutta questa salmeriam’hadato un piacere indicibile,
Prior. E quello , che resta ne’rivolesti, QTi f efro soffri deli’arene, che colà diventa ?in verga. Cav ' ^ distende ugualmente da capo a pie.
de,