Band 
Tomo sesto.
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Quantacorti unniigliajo

di libbrediserrosempli-cemente

fonduto.

r§6' Li M ì n t e k è;rituri ogni vacuo ; e che riunendosi, ed aceozìLandosi strettamente tutte le parti metalliche ;il ferro diventi malleabile i '

Cav. Dopo il severo tormento del sopraddet*to martello si rimette massa del ferro nel for-no , e quivi si ricuoce , affinchè il fuoco vie pisilespurghi da quelle scaglie di limo calcinato ,che vi possono esser rimase : che non solamentesi perfeziona, si roVenta di tal maniera cheaiuta a fondere col suo eccessivo calore mài traTerga di ferro continua. Si trasporta finalmentela detta striscia quadrata in un terzo fornello jche chiamasi propriamente fucina 4 e quivi ilcapomastro, dopo averlo ammollito j lo pre-senta allincudine, dove collaiuto di tre lavo-ranti il riduce, 0 in varie lastre triangolari ,per farne devomeri per gli aratri ; o in isbarrqparte rotonde, parte quadrate, per formarnedelle toppe, e delle chiavi * ed ogni sorta di ser-rature} o veramente in tavole piane di diffe-renti grossezze, e larghezze, per fabbricarnemille maniere di lavorii.

Prtor. Avete osservate le cose molto per mi-nuto .

Cav. Ho notate pur anche tutte le spese quo-diàne, che convien fare, per la compra delcarbone, del ferro di mina, e della ghiaja,o castina, come per lo trasporto del medesimoferro, per le fatiche de facchini, e pel mante-nimento della fonderia. Computate tutte que-ste spese, una fornace, che porta per ordina-rio in termine di ventiquattr ore mila libbrediserro fonduto, viene a costare al padronecentoventi lire di Francia.

Ma questo ferro contiene ancora molti ro-

stig-